Pappataci: un pericolo da non sottovalutare

Pappataci: un pericolo da non sottovalutare

I pappataci sono piccoli insetti ematofagi (mangiatori di sangue) poco più piccoli di una zanzara dalla quale si differenziano perché non emettono nessun ronzio. Si chiamano pappataci proprio perché “pappano in silenzio”. Come le zanzare si nutrono di sangue e sono attivi a partire dai primi caldi primaverili fino a tardo autunno, durante il crepuscolo (dal tramonto all’alba). Di giorno riposano in ambienti relativamente bui e umidi e, per evitare temperature e umidità estreme, sanno infilarsi in qualsiasi spazio confinato. Non sono buoni volatori: le loro distanze sono limitate a poche centinaia di metri. Le femmine possono pungere una grande varietà di ospiti, inclusi vari animali domestici non suscettibili all’infezione da leishmania (bestiame, pollame…). La preda più ambita da questi pericolosi insetti è il cane, mentre il gatto è assai poco interessato essendo naturalmente più resistente alla malattia.
La puntura di questi insetti non deve essere trascurata perché può trasmettere al cane una malattia grave e difficile da curare: la leishmaniosi.
Durante tutta la stagione estiva è importante proteggere il cane con prodotti in grado di limitare il contatto vettore-ospite mediante l’applicazione topica di principi attivi ad effetto protettivo contro la puntura dei flebotomi riducendo in questo modo il rischio di trasmissione di leishmaniosi.
3 cose che devi sapere sui pappataci

1. non sono presenti solo sulle coste.

I pappataci, o flebotomi, sono diffusi in tutti i paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo. In Italia tutte le regioni costiere, comprese le isole sono “ a rischio” per leishmaniosi ma negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di infezione anche nelle zone ritenute in passato “non a rischio” come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

2. pappataci e zanzare non sono la stessa cosa.

I pappataci sono insetti più piccoli delle zanzare. Come quest’ultime pungono specialmente al tramonto o all’alba, ma a differenza di esse non emettono nessun ronzio, per via dei piccoli peli che rivestono le ali. Il volo dei flebotomi è molto silenzioso e di breve durata ed estensione (poche centinaia di metri), la massima distanza registrata è stata di 2,3 km; sono disturbati dal vento e da temperature al di sotto della media estiva. La velocità durante il volo è di circa 1 metro al secondo. È importante proteggere il cane con un antiparassitario specifico contro la puntura dei pappataci.

3.Solo le femmine di flebotomo possono trasmettere la leishmaniosi

Mentre i maschi di flebotomo si nutrono di succhi vegetali solo le femmine di flebotomo pungono l’ospite per procurasi il sangue necessario alla maturazione delle uova Per questo motivo solo le femmine di flebotomo possono diventare “vettori” di leishmaniosi se il pasto avviene su un cane infetto. Le leishmanie trovano nell’intestino del flebotomo un ambiente ottimale per riprodursi e trasformarsi nelle forme infettanti che in occasione di un pasto successivo possono essere trasmesse a un altro ospite che, se recettivo, si ammala di leishmaniosi.


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